F.A.Q.
Riportiamo le domande più frequenti su vari argomenti da noi trattati:
- Epilazione permanente al laser, risponde la dott.ssa Stefania Di Carlo della Iride Group.
- Blefaroplastica
- Liposuzione
- Mastoplessia
- Riduzione mammaria
- Mastoplastica additiva
- Legislazione in materia
Epilazione permanente
Che cos’è l’epilazione permanente?
Si tratta dell’epilazione effettuata con un macchinario a luce pulsata che consente di eliminare il pelo in maniera permanente. Il sistema laser cosmedic è l’ultima frontiera in fatto di tecnologia laser. Il fascio di luce va a distruggere il bulbo pilifero rallentando progressivamente la ricrescita del pelo. Nei nostri Centri le sedute vengono effettuate con la costante supervisione del medico e utilizzando il nostro macchinario medicale a Luce Pulsata "Laser Cosmedic Medilight".
Che cosè il laser?
La parola Laser significa Light Amplification by a Stimulated Emission of Radiation. In pratica si tratta di un fascio di luce coerente e collimata, cioè della stessa lunghezza d’onda. L’effetto che il Laser esercita dipende dalla lunghezza d’onda. Ad esempio sappiamo che un raggio laser come quello emesso dal laser Neodimio-Yag, interagisce con i pigmenti scuri, quindi va a colpire le strutture ricche di melanina come il pelo ed è quindi utile nella depilazione.
Che differenza c’è tra la semplice ceretta e il laser?
Il trattamento al laser ci dà enormi vantaggi rispetto alla ceretta. Infatti, con il laser non siamo costretti a ripetere frequentemente la depilazione, con risparmio di tempo e denaro, non lascia residui, è indolore e soprattutto ci consente di sentirci sempre a posto e acquisire sicurezza in qualsiasi situazione nei rapporti con gli altri.
Quante sedute sono necessarie?
Il risultato si ottiene con un numero di sedute che varia da 4 a 10 a seconda dell’entità del trattamento e dalla zona da trattare.
Finito il trattamento i peli ricrescono?
Una volta terminato il trattamento bisogna fare una o due sedute di mantenimento ogni anno.
Ci sono controindicazioni?
Nessuna controindicazione, il trattamento è indicato per uomini e donne con qualsiasi tipo di cute.
Quali sono i costi?
Il costo varia a seconda dell’entità del trattamento e pertanto va valutato per ogni singolo caso, ma poiché il risultato è garantito, la Iride Group offre una prova gratuita.
Blefaroplastica
Cos'è la visita preoperatoria?
La visita preoperatoria è fondamentale. Il chirurgo deve valutare la situazione locale ed indicare il tipo di intervento previsto. Verranno esplicitati quali aspetti possono essere corretti dall’intervento, quali invece rimarranno inalterati; si valuterà se è opportuno o meno correggere il taglio degli occhi e lo sguardo. Il chirurgo ed il paziente devono discutere gli obiettivi, i limiti e le aspettative dell’intervento. Il medico deve conoscere le condizioni di salute del paziente con riferimento particolare ad allergie, malattie cardiovascolari, disturbi ormonali e soprattutto della tiroide, malattie oculari. Alcune malattie possono rappresentare una controindicazione temporanea o definitiva all’operazione. Deve sapere quali farmaci vengono assunti regolarmente (aspirina ed anticoagulanti), se si usano occhiali o lenti a contatto. Prima dell’intervento dovrà essere effettuato un check-up emato-chimico ed un’eventuale visita oculistica.
Come si svolge la proparazione preoperatoria?
Non assumere aspirina, né farmaci anticoagulanti per circa 5 giorni prima dell’intervento. Seguire le indicazioni che il chirurgo ha dato nel singolo caso.
Come si svolge l'intervento chirurgico?
L’intervento può essere effettuato in anestesia locale, spesso con sedazione soprattutto se si interviene contemporaneamente sulle palpebre superiori ed inferiori, e solo più raramente in anestesia generale. La durata è di circa un’ora in caso di intervento sulle palpebre superiori od inferiori e di circa due ore se si interviene sulle quattro palpebre. Le incisioni vengono realizzate per la palpebra superiore lungo il solco naturale che si forma all’apertura della rima palpebrale e subito inferiormente alle ciglia per la palpebra inferiore. Attraverso queste incisioni si asporta la pelle in eccesso, si modella e si asporta se necessario il muscolo sottostante ed il grasso periorbitario, secondo indicazioni variabili da caso a caso comunque pianificate nella visita preoperatoria. L’intervento si conclude con la sutura delle incisioni con punti molto sottili.
In alcuni casi di persone giovani con problema limitato alle borse palpebrali inferiori, è possibile realizzare una piccola incisione all’interno della palpebra sulla congiuntiva asportando per questa via il grasso in eccesso (blefaroplastica transcongiuntivale) evitando qualsiasi cicatrice visibile ma non potendo ridistribuire la cute palpebrale circostante. Alla fine dell’intervento può essere applicato del ghiaccio ed un bendaggio modicamente compressivo e, a seconda del tipo di anestesia praticata, il ritorno a domicilio avviene immediatamente o dopo qualche ora. Solo in casi eccezionali è prevista la permanenza in clinica per la notte.
Come ci si deve comportare nel periodo postoperatorio?
Bisogna essere accompagnati a casa e non restare da soli a domicilio; applicare ghiaccio e/o garze bagnate fredde sugli occhi nell’immediato postoperatorio; antidolorifico per bocca; dormire con la testa sollevata per i primi giorni postoperatori; non usare le lenti a contatto per circa 10 giorni; le medicazioni postoperatorie variano a caso a caso; i punti vengono rimossi generalmente dopo al massimo 4-5 giorni.
Cosa devo aspettarmi dopo l'intervento?
L’intervento comporta generalmente minimo dolore controllato facilmente da banali analgesici per bocca. Gonfiori, ecchimosi e discromie variano da paziente a paziente: in alcuni casi sono molto modesti, in altri più evidenti. Si risolvono generalmente in 5-10 giorni. In questo periodo le palpebre possono apparire asimmetriche,gonfie ed irregolari. Inizialmente le palpebre inferiori possono essere stirate verso il basso e può essere difficile chiudere completamente gli occhi durante il sonno. E’ normale che si verifichi un’aumentata lacrimazione con arrossamento degli occhi e fastidio alla luce per un certo periodo di tempo. Generalmente, è possibile leggere e guardare la televisione due o tre giorni dopo l’intervento. La vita sociale e di relazione può essere ripresa dopo 7-10 giorni nella maggior parte dei casi, le attività sportive dopo circa 15 giorni e l’esposizione al sole dopo un mese. Le cicatrici risultano generalmente quasi invisibili dopo alcuni mesi.
Possibili complicanze?
Tutti gli interventi chirurgici possono comportare delle complicanze; nel caso della blefaroplastica queste sono molto rare. Raramente si formano ematomi che richiedono un’apertura della ferita e il drenaggio. Le infezioni sono molto rare. A volte la palpebra inferiore può essere stirata verso il basso a causa di cicatrici profonde e del perdurare del gonfiore postoperatorio; spesso semplici massaggi possono essere sufficienti a risolvere il problema.
Liposuzione
Chi è candidato alla liposuzione?
Anche se nessun tipo di liposuzione sostituisce i benefici di una dieta appropriata e dell’esercizio fisico, la liposuzione può rimuovere permanentemente quelle zone congenite, più "testarde" di grasso che non rispondono ai metodi tradizionali di perdita di peso. Il candidato migliore per una liposuzione è uomo o donna di peso relativamente normale e cute sufficientemente elastica, che presenta "tasche" di grasso eccedente in determinate zone. Dovrà essere in buona salute, psicologicamente stabile e realistico nelle sue aspettative. Difatti, è importante capire che la liposuzione potrà migliorare notevolmente l’aspetto, ma non permetterà necessariamente di conseguire la silhouette ideale desiderata. L’età non è una considerazione fondamentale, tuttavia i pazienti più anziani con elasticità della pelle diminuita non possono ottenere gli stessi risultati dei pazienti più giovani con cute elastica. In tali casi, il chirurgo pùò indicare, in quanto preferibile, una procedura chirurgica con asportazione della cute in eccesso, anche se a spese di cicatrici esterne, come una addominoplastica o un lifting delle cosce. La liposuzione, infine, comporta rischio aumentato per pazienti con alcuni problemi di salute come i diabetici, i cardiopatici o pazienti affetti da problemi polmonari, ed anche , talora, per chi ha sostenuto interventi chirurgici vicino alla zona da sagomare.
Come ci si prepara all'operazione?
Verranno di solito prescritti degli esami di laboratorio, un elettrocardiogramma ed una radiografia del torace in preparazione all’intervento. Si consiglia di non assumere aspirina o medicamenti che la contengono per due settimane prima dell'intervento e due settimane dopo. L'aspirina può causare sanguinamento e quindi aumentare il rischio di complicanze. Si consiglia poi di eliminare il fumo per almeno due settimane prima dell'intervento. Alcuni studi hanno dimostrato che l’incidenza delle complicanze è 10 volte superiore nei pazienti fumatori che non in quelli che non fumano. Se il fumo viene eliminato per 10 giorni o più prima dell'operazione, l’incidenza delle complicanze e pari a quella dei non fumatori. E’ poi opportuno che le pazienti in trattamento con contraccettivi orali interrompano l’assunzione di tali farmaci un mese prima dell'intervento. Infine, qualora l’intervento sia effettuato senza degenza (ambulatorialmente o in "day hospital") il paziente dovrà aver preso accordi per essere accompagnato a casa e per un adeguato aiuto a domicilio per uno-due giorni dopo.
Come si effettua l'intervento?
La liposuzione viene effettuata in sala operatoria e può essere eseguita in anestesia generale, oppure in anestesia spinale o epidurale o anche in anestesia locale con "sedazione cosciente"( la paziente mantiene uno stato di relativa coscienza, pur risultanto opportunamente sedata con farmaci endovenosi ad opera dell’anestesista). A seconda dell’area da trattare e del volume totale rimosso, l’intervento si condurrà in regime di "day-hospital" o con ricovero di una notte.
L'intervento consiste fondamentalmente nella rimozione del tessuto adiposo in eccesso: ciò si ottiene mediante l’azione di una cannula collegata ad un apparecchio aspirante (pompa in aspirazione o grossa siringa); la cannula viene introdotta nel grasso situato sotto la pelle attraverso piccole incisioni (2-3 mm) praticata in prossimità dell'area da correggere; quindi viene spinta attraverso il grasso fino a raggiungere la zona interessata. Qui, con opportuni movimenti della stessa cannula, il grasso in eccesso viene frantumato e contemporaneamente aspirato.
Durante l’aspirazione, insieme alla frantumazione del grasso, si verifica anche la rottura di un certo numero di vasi sanguigni. Questi lasciano diffondere nei tessuti circostanti una certa quantità di sangue che dà ragione delle ecchimosi che possono verificarsi dopo l’intervento. Tali ecchimosi si riassorbiranno nel giro di 15 giorni circa. Il tempo richiesto per effettuare il liposuzione può variare considerevolmente, fino anche a tre-quattro ore, secondo la zona, la quantità di grasso rimossa, il tipo di anestesia e la tecnica usata. Alla fine dell'intervento, chiuse le piccole incisioni con punti di sutura o cerotti cutanei, viene fatta indossare una guaina elastica alla paziente allo scopo di chiudere i vasi sanguigni suddetti e di limitare l’edema (gonfiore) postoperatorio. Tale guaina dovrà essere portata di solito per almeno un mese.
Esistono varianti tecniche?
Recenti varianti tecniche della lipoaspirazione sono la tecnica "tumescente", la tecnica "a cannula reciprocante", e la tecnica "ad ultrasuoni" Tecnica tumescente: Oggi largamente usata, specie nel paziente cosciente sottoposto a sedazione, comporta l’infiltrazione nelle aree da trattare, prima dell’aspirazione del grasso, di una cospicua quantità di fluido, composto da soluzione salina, anestetico locale (lidocaina), ed adrenalina (un vasocostrittore). Il termine "tumescente" si riferisce appunto allo stato "turgido" dei tessuti infiltrati di tale soluzione. L’intervento dura più a lungo, ma ne risulta una successiva aspirazione del grasso facilitata, una riduzione della perdita di sangue, una migliore anestesia durante l’intervento e successivamente ad esso, ed un riduzione delle ecchimosi post-operatorie. Tecnica a cannula reciprocante: La liposuzione viene condotta con una cannula "reciprocante" o "vibrante", il cui movimento, cioè, non è manuale (ad opera del chirurgo) ma generato da una fonte elettrica o di aria compressa. Tale tecnica appare essere vantaggiosa per la rapidità di esecuzione, e per la diminuzione di edema ed ecchimosi postoperatorie.
Liposuzione ad ultrasuoni: Richiede l’uso di cannule particolari che producono energia ad ultrasuoni. Attraversando l’area da trattare, l’energia prodotta fa "esplodere" la parete delle cellule grassose, emulsionando (liquefacendo) il grasso. Questo viene poi rimosso con liposuzione tradizionale. Tale tecnica appare essere migliore in aree fibrose del corpo, come il dorso , e viene anche impiegata nel trattamento di adiposità particolarmente estese.
Si deve precisare che nessuna di queste nuove modifiche tecniche è stata dimostrata essere superiore alle altre ed è quindi da notare che si possono ottenere risultati di fatto equivalenti usando nel modo corretto ognuna delle tecniche suddette. Riguardo, infine, all’uso del temine "liposcultura", questo si riferisce di solito ad una lipoaspirazione condotta con tecnica tumescente ed estesa, infine, al grasso immediatamente sottocuteneo con l’uso di cannule assai piccole, quindi consentendo una retrazione particolarmente efficace postoperatoria della cute stessa.
E dopo l'operazione?
La/il paziente deve di solito stare a riposo a letto fino al giorno successivo all’intervento, allorchè potrà iniziare progressivamente a svolgere attività leggere. E’ normale una piccola perdita di siero attraverso le incisioni cutanee. E’ anche normale, benchè le nuove metodiche già descritte possano ridurre questi problema, una dolenzia diffusa, bruciore, gonfiore, e perdita di sensibilità per diversi giorni dopo l’intervento. La paziente dovrà inoltre indossare in maniera continuativa una guaina compressiva per circa un mese. Dopo circa 15 giorni dall'intervento, la paziente dovrà effettuare massaggi sull'area operata al fine di eliminare eventuali lievi irregolarità dell'area trattata, che potrebbero formarsi man mano che il processo cicatriziale procede.
Esistono complicanze?
Le complicanze legate all'intervento sono rare, rappresentate da: ematoma, infezione, sanguinamento prolungato, ed insufficienza cardio-circolatoria per perdita eccessiva di sangue e fluidi in caso di lipoaspirazioni massive. Il rischio di complicazioni aumenta con la maggior estensione o il maggior numero delle aree da trattare, e nei pazienti diabetici o con patologie cardiache o polmonari. Tali complicanze, come già detto, sono rare e comunque sono affrontabili senza eccessive difficoltà nella grande maggioranza dei casi. Resta fondamentale affidarsi ad un chirurgo esperto, con credenziali e curriculum verificabili.
Tra le altre possibili complicanze vi è la compromissione temporanea della circolazione linfatica nella zona operata con conseguente gonfiore. Tale situazione si risolve spontaneamente o con massaggi (eventuale linfodrenaggio) nel giro di due-tre mesi circa.
Quando si può riprendere l'attività fisica?
Per quanto sia opportuno che la/il paziente deambuli fin dalla prima giornata postoperatoria per ridurre il gonfiore ed il rischio di fenomeni di trombosi degli arti inferiori, la guarigione è un processo graduale, ed è normale che siano necessarie una-due settimnane per sentirsi bene. La paziente potrà riprendere l’attività fisica 5-6 giorni dopo I'intervento, tenendo presente che per circa 10 giorni avra dolore alla pressione (ad esempio sedendosi) sulle aree operate.
L’attività lavorativa può di solito essere ripresa entro una settimana dall’intervento. Le attività sportive potranno essere riprese dopo 3/4 settimane. La guida dell'automobile è consentita dopo 1-2 settimane, l'attivita sessuale dopo 2 settimane. Ecchimosi e edema (gonfiore) si risolvono per la maggior parte entro 3 settimane, anche se sono necessari 3-6mesi perché scompaia del tutto ogni gonfiore residuo.
Mastoplessia
Come si svolge l'intervento?
L'anestesia potrà variare a secondo dei desideri della singola paziente e il giudizio del chirurgo. L'operazione può essere effettuata, o in anestesia locale preceduta da una forte sedazione, o in anestesia generale con il paziente completamente addormentato.
/ Misure e disegni, che sono una parte essenziale dell'operazione, sono eseguiti prima che la paziente venga addormentata, in posizione eretta in piedi o seduta. Rappresentano una guida per le incisioni durante l’intervento quando la paziente è in posizione supina. L'operazione consiste nella rimozione di parte della cute della mammella, uno spostamento verso l'alto dell'areola con il capezzolo e rimodellamento dei rimanenti tessuti in una configurazione più alta ottenendo cosi una maggiore consistenza. Se è necessario utilizzare delle protesi, esse vengono inserite a questo punto. Le incisioni sono suturate con materiale di sutura molto sottile. Le cicatrici lasciate da questo intervento divengono meno evidenti con il tempo ma sono permanenti. Secondo le necessità del rimodellamento e la tecnica impiegata si può avere solo una cicatrice periareolare oppure in associazione una cicatrice verticale o, se necessario, anche una cicatrice nel solco sottomammario; di quest'ultima può essere prevista approssimativamente la lunghezza in fase preoperatoria. Non vi sono cicatrici al di sopra dell'areola nel quadrante superiore della mammella.
Cosa aspettarsi dopo l'intervento?
Il dolore è raramente forte; molto più comunemente è presente un senso di fastidio ma comunque vengono sempre prescritti analgesici da assumere durante il periodo di ospedalizzazione ed a casa. Il gonfiore è sempre presente dopo l’intervento e si riduce gradualmente fino a scomparire completamente in 3'-4' giorni. Un modico grado di edema potrebbe persistere per qualche settimana. Una medicazione di sostegno è praticata al momento dell'intervento e viene rimossa 48 ore dopo l’operazione per essere sostituita da una reggiseno confortevole del tipo utilizzato per attività sportiva e che dovrà essere indossato notte e giorno per 3 mesi. Un reggiseno del tipo necessario può essere fornito dallo studio quando verranno rimosse le medicazioni. Le suture vengono rimosse in 5/12' giorni.
La preparazione pre-operatoria?
E’ consigliabile: evitare contatto con persone con raffreddore o altre malattie infettive; evitare di assumere aspirina o farmaci che la contengano per 2 settimane prima e 2 settimane dopo l’intervento. Si consiglia alle pazienti in trattamento con contraccettivi orali di interrompere l’assunzione di tali farmaci un mese prima dell'intervento.
Quale trattamento dopo l'operazione?
La medicazione verrà rimossa dal medico e non deve essere disturbata dalla paziente prima che ciò avvenga. E’ consigliabile riposare quanto più possibile nella 1" settimana per incrementare gradualmente l'attività nella seconda e terza settimana dopo l'intervento. E’ consigliabile nelle due settimane successive all'operazione non sollevare le braccia sulla testa, evitare qualsiasi sforzo fisico e dormire in posizione prona. Docce, bagni e shampoo sono consentiti dopo la rimozione delle medicazioni, generalmente dopo una settimana. Il trattenersi a lungo nella vasca da bagno non e consigliabile. Il reggiseno deve essere indossato notte e giorno per 3 mesi e rimosso soltanto per le normali abluzioni.
Possibili complicanze?
Le complicanze sono rare e generalmente rispondono con prontezza ad un trattamento appropriato senza effetti sfavorevoli sul risultato finale dell'operazione. Se si verifica sanguinamento dopo l’operazione, il sangue può accumularsi nella mammella e richiederà l’apertura di una delle ferite al fine di rimuovere il sangue accumulato e prevenire ulteriori sanguinamenti. Occasionalmente può essere necessario una revisione di qualche cicatrice al fine di ottenere un risultato estetico ottimale. La revisione è un intervento minore e può essere eseguito in anestesia locale, ambulatoriamente, dopo sei mesi almeno.
Quando riprendere l'attività fisica?
Potranno essere riprese le attività sportive dopo 3/6 . La guida dell'automobile, le abituali attività domestiche, l’attività sessuale potranno essere riprese dopo 2 settimane.
Mastoplastica riduttiva
Come si svolge l'intervento?
L'intervento viene eseguito in anestesia generale che verrà praticata da un anestesista. Disegni e misurazioni sono parti integranti ed essenziali in preparazione. Si eseguono prima dell'anestesia a paziente in posizione eretta; rappresentano una guida per le incisioni durante l’operazione quando la paziente e in posizione supina. L'intervento consiste nella rimozione di parte della cute e dei sottostanti tessuti della mammella, spostando l'areola più in alto e rimodellando i rimanenti tessuti in una configurazione più piccola e più alta. Vi e una cicatrice circolare intorno all'areola, una nel solco sottomammario ed una cicatrice verticale che le unisce. Non vi sono cicatrici al di sopra dell'areola. Occasionalmente può essere necessaria una revisione delle cicatrici per ottenere un risultato estetico ottimale. Queste revisioni possono essere eseguite in anestesia locale con un piccolo intervento.
Cosa aspettarsi dopo l'intervento
Dolore. Raramente è intenso, più comunemente e rappresentato da senso di fastidio. Comunque, vengono prescritti analgesici, da assumere se necessario. Gonfiore è presente in modesto grado; inizia a diminuire il terzo e quarto giorno dopo l'intervento e può persistere per settimane. Una medicazione di sostegno e praticata al momento dell'intervento e viene rimossa 48 ore dopo l’operazione per essere sostituita da una reggiseno confortevole del tipo utilizzato per attività sportiva, che dovrà essere indossato notte e giorno per 3 mesi. Un reggiseno del tipo necessario può essere fornito dallo studio quando verranno rimosse le medicazioni se la paziente ne farà richiesta. Le suture vengono rimosse parte il 5° giorno e le rimanenti il 12° giorno dopo l’operazione. Le attività lavorative e sociali saranno abbastanza limitate per le prime due settimane dopo l’intervento. Se l'attività lavorativa richiederà un sollevamento di pesi o comunque lavori faticosi, potrà essere necessario un periodo di riposo più prolungato. Bisognerà evitare la guida dell'automobile per due settimane. In generale è bene che le pazienti che si sottopongono a mastoplastica riduttiva non cerchino di allattare dopo essere state operate. L'allattamento comunque, provoca un ingrossamento della mammella che vanificherà il risultato dell'operazione.
Come prepararsi all'intervento?
E’ consigliabile evitare contatti con persone con raffreddore o altre malattie infettive. E consigliabile evitare di assumere aspirina o farmaci che la contengano per 2 settimane prima e 2 settimane dopo l’intervento. Si consiglia alle pazienti in trattamento con contraccettivi orali di interrompere l’assunzione di tali farmaci un mese prima dell'operazione.
Trattamento post operatorio
La medicazione verrà rimossa dal chirurgo e non deve essere disturbata dalla paziente prima che ciò avvenga. E’ consigliabile riposare quanto più possibile nella prima settimana per incrementare gradualmente l’attività nella seconda e terza settimana postoperatoria. E’ consigliabile non sollevare le braccia sulla testa per 2 settimane ed evitare qualsiasi sforzo fisico per 3 settimane. Docce, bagni e shampoo saranno consentiti generalmente dopo una settimana. E consigliabile non trattenersi a lungo nella vasca da bagno. Il reggiseno deve essere indossato notte e giorno per 3 mesi e rimosso soltanto per le normali abluzioni.
Ci sono possibilità di complicanze?
Le complicanze sono generalmente rare e rispondono con prontezza ad un trattamento appropriato senza compromettere il risultato finale dell'operazione. Se si verifica sanguinamento il sangue può accumularsi nella mammella e sarà quindi necessario riaprire una delle ferite al fine di rimuovere il sangue accumulato e prevenire ulteriori sanguinamenti.
Ripresa dell'attività fisica
Potranno essere riprese le attività sportive dopo 3/6 La guida dell'automobile, le normali attività, le faccende domestiche e l’attività sessuale potranno essere riprese dopo 2 settimane.
Mastoplastica additiva
Quali prescrizioni adottare prima dell'intervento di mastoplastica additiva?
Nelle pazienti più giovani si richiede un’ecografia, mentre sopra i 35-40 anni è necessaria la mammografia pre-operatoria. Gli esami del sangue devono essere completi con elettrocardiogramma e radiografia del torace. Si richieda l’acquisto di un reggiseno della taglia stabilita modellante da indossare dopo intervento di aumento del seno e per le settimane successive. I farmaci contenenti acido acetilsalicilico e gli antinfiammatori devono essere sospesi per due settimane prima dell'intervento di mastoplastica additiva. Da evitare l’intervento di ingrandimento del seno durante o nei quattro-cinque giorni che precedono il ciclo mestruale. La terapia antibiotica va iniziata il giorno prima e proseguita per almeno quattro giorni dopo l'intervento di ingrandimento dei seni.
Come si svolge la valutazione pre-operatoria?
Il chirurgo estetico-plastico esegue le fotografie nelle tre proiezioni (di fronte, di profilo e di tre quarti), e illustra alla paziente il tipo di protesi per l'aumento dei seni e l’incisione per introdurle e la loro posizione rispetto al muscolo gran pettorale.
Quali sono le vie d’accesso per introdurre le protesi?
Sono tre: ascellare (la cicatrice rimane nascosta nell’ascella), Periareolare (la cicatrice interessa la metà inferiore dell’areola) o al solco mammario.
Dove si posizionano le protesi?
Le protesi possono essere inserite sotto oppure sopra il muscolo gran pettorale. Nelle pazienti molto magre con pelle particolarmente sottile è indicato l’impianto sotto il muscolo del seno per la minore visibilità della capsula che sempre si forma intorno alle protesi, essendo queste riconosciute dal nostro organismo come un corpo estraneo. Per contro le protesi per aumento dei seni sotto il muscolo tendono talvolta a migrare verso l’alto, e durante gli esercizi che coinvolgono il muscolo a creare deformità della regione mammaria. Nei seni abbassati (ptosiche) non è indicato l’impianto sottomuscolare. Al contrario la protesi per aumento dei seni sopra il muscolo e sotto la ghiandola non comporta deformità durante gli esercizi, può essere inserita anche nei seni modicamente abbassati. La capsula periprotesica, se accentuata e contratta si nota di più rispetto ad un impianto posto sotto il muscolo.
Qual è la tecnica operatoria?
In anestesia generale ed in sala operatoria attrezzata si esegue l’incisione stabilita e si crea una tasca sotto la ghiandola mammaria o sotto il muscolo pettorale secondo il programma prescelto. L’emostasi deve essere accurata, l’introduzione dei drenaggi in aspirazione dipende dall’abitudine del chirurgo plastico-estetico e quindi inserita la protesi e valutata, a paziente semiseduta la forma e la simmetria. Si sutura a strati il sottocute e la cute. Un bendaggio od un reggiseno conformante conclude l’intervento di aumento del seno.
Periodo post-operatorio
Se utilizzati, i drenaggi sono tolti dopo 24 ore e la paziente può essere quindi dimessa e la terapia antibiotica continuata. I punti di sutura invece sono rimossi dopo 7-10 giorni. Il reggiseno va indossato giorno e notte per tre settimane e quindi di giorno per altre due.
Legislazione in materia
La Direttiva Comunitaria 93/42/CEE e il D.L. 46/97
La normativa vigente attualmente in Italia in merito ai dispositivi medici procede dall'attuazione stabilita con il Decreto Legislativo del 24 febbraio 1997, n. 46 (Pubblicato nella Gazzetta Ufficiale 6 marzo 1997, n. 54, Supplemento Ordinario) della direttiva 93/42/CEE emanata dalla Comunità Europea. Tale normativa assegna al Ministero della Salute, in qualità di autorità competente, il compito di coordinare la vigilanza ed il monitoraggio sulla circolazione dei dispositivi medici. A tale scopo è preposto (in attuazione della normativa) un apposito Ufficio del Dipartimento delle professioni sanitarie, delle risorse umane e tecnologiche in sanità e dell'assistenza sanitaria di competenza statale. Per svolgere in modo efficace questi compiti il decrreto legislativo sopra citato obbliga i produttori e i responsabili dell'immissione in commercio di registrarsi al Ministero della Salute fornendo l'elenco dei dispositivi prodotti. Nell'attuale legislazione viene definito dispositivo medico "qualsiasi strumento, apparecchio, impianto, sostanza o altro prodotto, utilizzato da solo o in combinazione, compreso il software informatico impiegato per il corretto funzionamento, e destinato dal fabbricante ad essere impiegato nell'uomo a scopo di diagnosi, prevenzione, controllo, terapia o attenuazione di una malattia; di diagnosi, controllo, terapia, attenuazione o compensazione di una ferita o di un handicap; di studio, sostituzione o modifica dell'anatomia o di un processo fisiologico; di intervento sul concepimento, il quale prodotto non eserciti l'azione principale, nel o sul corpo umano, cui è destinato, con mezzi farmacologici o immunologici né mediante processo metabolico ma la cui funzione possa essere coadiuvata da tali mezzi".
La Direttiva 93/42/CEE dispone regole generali per l'immissione in commercio e la messa in servizio di ogni tipo di dispositivo medico ivi comprese le protesi mammarie. La Direttiva prevedeva, all'articolo 22 comma 4, l'accettazione e l'immissione in commercio e la messa in servizio di dispositivi conformi alla normativa in vigore sul territorio al 31/12/1994 (norme nazionali preesistenti) per un periodo di cinque anni successivi l'adozione della Direttiva, periodo terminato il 14/06/1998. Da tale data non sono più in vigore le norme nazionali preesistenti e tutti i dispositivi immessi in commercio devono essere conformi alla direttiva 93/42/CEE.
Le novità introdotte dal decreto legislativo 46/97 in base all'attuazione della Direttica comunitaria sono numerose e modificano profondamente le regole esistenti in ambito nazionale. Lo scopo principale della direttiva è stato quello di legare i fabbricanti a standard di produzione decisi a livello europeo rendendo indispensabili la registrazione dei prodotti e molto più sicure le procedure di controllo e di vigilanza sia sulla qualità del prodotto sia sull'eventuale comparsa di complicazioni e danni all'operatore o al paziente successivi all'introduzione del prodotto nel mercato. In assenza di una legislazione precisa gli standard di qualità richiesti erano di natura generica legati al rispetto di regole di igiene e di produzione svincolate dal controllo di organismi esecutivi predisposti.
Ai fini della valutazione di conformità i dispositivi medici vengono raggruppati in quattro classi di prodotti (I,IIa,IIb,III) in base a regole di classificazione che tengono conto della vulnerabilità del corpo umano e dei rischi potenziai connessi con l'elaborazione tecnologica dei dispositivi e con la loro fabbricazione. La temporaneità della loro applicazione e l'invasività intesa come livello di integrazione con l'organismo rappresentano le regole principali di classificazione. I criteri di classificazione sono compendiati nell'allegato IX del decreto che prevede delle definizioni, la classificazione e le regole generali per la classificazione dei singoli dispositivi nella classe appropriata. In particolare i dispositivi sono suddivisi in base alla loro invasività (non invasivi/invasivi di tipo chirurgico o impiantabili/ invasivi di tipo non chirurgico), alla loro durata di permanenza nell'organismo (temporanea, breve o lunga) e al loro livello di interazione con l'organismo (organo o funzione vitale) e alla natura di questa interazione (radiazioni ionizzanti, contatto chirurgico o altro). Ne consegue una caratterizzazione completa ma complessa degli innumerevoli dispositivi medici disponibili. E' bene notare come ad ogni classe appartengano principalmente dispositivi di un certo tipo ma anche alcuni dispositivi che corrispondono anche a criteri di altre classi. Per ogni classe sono presenti quindi numerose eccezioni.
La classificazione suddivide i dispositivi medici in ampie categoria di rischio cui appartengono differenti criteri di valutazione di conformità, di vigilanza e quindi di responsabilità da parte dei fabbricanti.
Le novità della presente legislazione
I concetti fondamentali alla base della nuova legislazione possono essere riassunti nei seguenti punti:
* Adottare provvedimenti che consentano la libera circolazione in ambito comunitario di merci, persone, servizi e capitali
* La necessità di provvedere procedure di certificazione e di controllo a livello comunitario
* La necessità di armonizzare le disposizioni nazionali in materia di sicurezza e protezione della salute dei pazienti, degli utilizzatori e di eventuali terzi
* La necessità che i dispositivi medici garantiscano a pazienti, utilizzatori e terzi un elevato livello di protezione.
Il sistema di certificazione e garanzia di qualità così delineato si basa oggi su procedure legate alla diversa complessità e delicatezza dei prodotti con il coinvolgimento di organismi designati dall'Autorità competente che intervengono nella verifica. I fabbricanti sono responsabili della progettazione, della fabbricazione, dell'imballaggio e dell'etichettatura dei dispositivi immessi in commercio. Essi devono seguire specifiche procedure per la valutazione della conformità del prodotto differenziate in base al rischio che il dispositivo comporta sul corpo umano. Implicito in questo princìpio è il fatto che ogni utilizzo di un dispositivo per uso differente da quello indicato dal fabbricante scarica lo stesso da ogni tipo di responsabilità.
La vigilanza sull'applicazione della nuova normativa dipende dal Ministero della Sanità quale autorità competente designata.
Il monitoraggio coinvolge tutte le strutture sanitarie pubbliche e private e gli operatori sanitari che utilizzano dispositivi medici; detti soggetti sono tenuti a comunicare al Ministero della Sanità qualsiasi alterazione delle caratteristiche dei prodotti o inadeguatezza nelle istruzioni per l'uso da cui potrebbe derivare il decesso o il grave peggioramento della salute di un paziente o di un operatore.
Infine la pubblicità dei prodotti deve essere autorizzata, al fine di evitare pubblicità ingannevoli, da una apposita Commissione Ministeriale.
Una importante regola ,enunciata dall'articolo 7 del presente decreto con il nome di clausole di salvaguardia, prevede la possibilità di rimozione dal mercato, da parte delle autorità competenti, di un dispositivo che, pur essendo conforme a quanto stabilito dal decreto stesso, dimostri la possibilità di provocare danni alla salute del paziente o dell'operatore. Queste clausole sono state impugnate dal ministero della salute e dalla commissione di farmacovigilanza francesi nel 1995 per vietare l'utilizzo di qualsiasi tipo di protesi mammaria eccetto quelle riempite con soluzione fisiologica.








